Mostra Open. Confini di luce per un mondo di pace: da domenica 8 giugno al via al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste i laboratori di pittura, disegno e collage per adulti e bambini. Istituiti un concorso e un premio ispirati al tema dei confini liquidi e della pace

Comunicato stampa
Mostra open ultimo giorno: domenica 13 luglio gran finale al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste per visitare la mostra “Open. Confini di Luce per un Mondo di Pace” e per ammirare le opere realizzate durante i laboratori artistici e selezionate nell’ambito del concorso sul tema dei confini liquidi e della pace. Dalle 18.30 premiazione, visita guidata condotta dalla curatrice, musica blues, jazz e fusion e brindisi.
Domenica 13 luglio dalle ore 18.30 alle 21 avrà luogo al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste il finissage della mostra OPEN. CONFINI DI LUCE PER UN MONDO DI PACE, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e curata da Marianna Accerboni, che ha registrato grande consenso e un alto afflusso di pubblico. Avranno luogo la premiazione degli adulti e dei bambini che hanno partecipato ai laboratori condotti dagli artisti Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Carlo Vidoni e Toni Zanussi, o che sono venuti a disegnare e dipingere in mostra, ispirandosi al tema dei Confini liquidi e della pace nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, di cui la rassegna fa parte. Seguiranno una visita guidata condotta dalla curatrice, un intervento di musica blues, jazz e fusion con il Trio S’paz (Diego Zotti al piano, Edy Supp batteria e PCK sax) e una degustazione dei vini pregiati dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).
Orario mostra sabato 12 e domenica 13 luglio: 11 / 21. Bus linea 20, fermata Porto Vivo Porto Vecchio - Centro Congressi Generali / ingresso libero / info: 335 6750946 - marianna.accerboni@gmail.com.
Nell’ambito della mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace, visitabile alla Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste fino al 13 luglio 2025, avrà luogo un ciclo di laboratori di pittura, disegno e collage per adulti e bambini, tenuti dagli artisti partecipanti e ispirati al tema dei confini liquidi e della pace. Sono inoltre istituiti un concorso aperto ad adulti e bambini e un premio di pittura in tema.
(info e prenotazioni: +39 335 6750946 / marianna.accerboni@gmail.com).
La mostra, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo nell’ambito del programma Go! 2025 & Friends di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, è concepita dalla curatrice Marianna Accerboni come una sorta di laboratorio aperto, nell’ambito del quale è consentito al pubblico di accedere nella sede espositiva per disegnare e dipingere ispirandosi alle opere esposte.
Orari di apertura: giovedì e venerdì 17 – 20 e sabato, domenica e festivi 11 – 21
(autobus linea 19, fermata Porto Vivo Porto Vecchio - Generali Convention Center) / ingresso libero
La rassegna è un progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di 7 artisti contemporanei del Nord Est, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, un mondo di pace e di condivisione.
Espongono Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Zoran Music, Luigi Spacal, Carlo Vidoni, Toni Zanussi
LABORATORI a cura di Marianna Accerboni / Sala Carlo Sbisà / ore 16
Domenica 8 giugno Laboratorio di collage e della sua espressività con la pittrice Jasna Merkù.
Domenica 15 giugno Laboratorio di disegno dal vero con il pittore e scultore Paolo Cervi Kervischer.
Venerdì 27 giugno Laboratorio di pittura con il pittore Toni Zanussi.
Domenica 29 giugno Laboratorio di disegno per la scultura con lo scultore e fotografo Carlo Vidoni.
Venerdì 11 luglio Laboratorio di pittura a pastello secco con il pittore Claudio Mario Feruglio.
A conclusione di ogni laboratorio, seguiranno una visita guidata alla mostra condotta dalla curatrice e una degustazione dei vini pregiati dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).
Domenica 13 luglio alle ore 18.30, nell’ambito del finissage della mostra, avranno luogo la premiazione del concorso dedicato al tema dei **Confini liquidi e la premiazione delle opere realizzate durante i laboratori artistici. Seguiranno un intervento di musica blues, jazz e fusion con il Trio S’paz (Diego Zotti al piano, Edy Supp batteria e PCK sax) e una degustazione dei vini pregiati dell’**Azienda Agricola Zidarich** (Prepotto, Duino Aurisina).
OPEN
Confini di luce per un mondo di pace
Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste / Sala Carlo Sbisà
17 maggio / 13 luglio 2025
Un progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di 7 artisti contemporanei del Nord Est, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, un mondo di pace e di condivisione.
Opere degli artisti
Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Zoran Music, Luigi Spacal, Carlo Vidoni, Toni Zanussi
Mostra promossa e organizzata da
Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo
nell’ambito del programma Go! 2025 & Friends di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura
Ideazione, curatela, progetto di allestimento
architetto Marianna Accerboni
Inaugurazione: venerdì 16 maggio ore 18
Presentazione del brano Confini di luce, colonna sonora della mostra composta site specific dal M° Silvio Donati
vin d’honneur con degustazione dei vini dell’Azienda Agricola Zidarich

14 maggio ore 11 / Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste / Sala Carlo Sbisà
S’inaugura venerdì 16 maggio alle ore 18 al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste (Sala Carlo Sbisà) la mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace: un progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di 7 artisti del Nord Est e dei territori limitrofi, di matrici culturali diverse, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, un mondo di pace e di condivisione.
La rassegna, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo nell’ambito del programma Go! 2025 & Friends di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, è ideata, curata e allestita dall’architetto Marianna Accerboni.
In mostra, oltre un centinaio di opere dell’artista triestino Paolo Cervi Kervischer, dei friulani Claudio Mario Feruglio, Carlo Vidoni e Toni Zanussi e di Jasna Merkù e Luigi Spacal, appartenenti questi ultimi due, alla comunità slovena di Trieste. Accanto all’opera di tali significativi e rilevanti artisti del Nord Est, noti e attivi a livello internazionale, una sezione è dedicata al pittore Zoran Music, protagonista originale e indiscusso della ricerca artistica mondiale del secondo Novecento. Nato a Bukovica/Boccavizza, vicino a Gorizia, nel 1909 (allora Impero austroungarico, oggi Slovenia), attivo tra Venezia (dove morì nel 2005) e Parigi, è presente con 15 importanti e rari dipinti. Un’altra sezione è dedicata a Luigi Spacal (Trieste 1907 – 2000), grande maestro dell’incisione, che partecipò più volte alle Quadriennali Romane e alla Biennale di Venezia anche con delle mostre personali, nel cui ambito fu ripetutamente premiato.
Molteplici i linguaggi e le tecniche presenti in mostra: dalla pittura a olio, acrilico, tempera e acquerello alla tecnica mista, collage e incisione, dalla scultura all’installazione, interpretati attraverso un taglio espressionista, concettuale, minimalista, simbolista o neoromantico, permeato a volte da suggestioni oniriche, poetiche, fantastiche, metafisiche e surreali.
Tali variegate ma coerenti esperienze artistiche vengono sottolineate in mostra dalla musica, fil rouge dell’esposizione e della maggior parte degli eventi collaterali, con brani inediti e nuovi arrangiamenti composti per l’occasione.
Una gran parte delle opere esposte sono pure inedite, essendo state realizzate molto di recente, appositamente per questa rassegna dagli artisti viventi Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Carlo Vidoni e Toni Zanussi; i lavori di Zoran Music e Luigi Spacal sono tutti rari e poco noti e sono stati selezionati tra le opere più interessanti e significative di questi pittori presenti nella prestigiosa collezione di Lia e Maurizio Zanei, una delle più rilevanti ed esaustive raccolte al mondo di dipinti di Music.
Fino al 13 luglio 2025 / orario giovedì e venerdì 17 – 20 e sabato, domenica e festivi 11 – 21
(autobus linea 19, fermata Porto Vivo Porto Vecchio - Generali Convention Center) / ingresso libero
Info, visite guidate e laboratori: +39 335 675 0946 / marianna.accerboni@gmail.com / www.triestecultura
Nell’ambito della mostra, a partire dal 24 maggio, sono previste visite guidate condotte dalla curatrice e laboratori di pittura e disegno per adulti e bambini, tenuti dagli artisti partecipanti e ispirati al tema dei confini liquidi e della pace. Sarà inoltre istituito un premio di pittura in tema per adulti e bambini
(info e prenotazioni: +39 335 6750946 / marianna.accerboni@gmail.com).
EVENTI COLLATERALI a cura di Marianna Accerboni:
Sala Lelio Luttazzi
sabato 31 maggio / ore 18.30
presentazione ufficiale del video Un uomo, un castello, un incontro (39’, in italiano e tedesco) con musiche inedite del compositore Silvio Donati e voci recitanti**,** dedicate a Rainer M. Rilke e alle Elegie duinesi, composte dal grande poeta austriaco di origine boema - uno dei più importanti di lingua tedesca del XX secolo - durante il suo soggiorno al Castello di Duino, da cui trasse ispirazione, ospite della principessa Marie di Torre e Tasso
Sala espositiva Carlo Sbisà
venerdì 6 giugno / ore 19.00
incontro con lo scrittore Diego Marani sul tema Com’è cambiata oggi la percezione del confine?
sabato 21 giugno / ore 18.30
visita guidata con Andro Merkù in perenne crisi d’identità, critico d’arte d’eccezione…
commento sonoro alle opere di Daniele Mastronuzzi (live electronics) e PCK (sax)
venerdì 4 luglio / ore 18.30
presentazione, con la partecipazione dell’autore, di È notte sul confine (Guanda), ultimo libro dello scrittore e giornalista Pietro Spirito
domenica 13 luglio / ore 18.30
finissage: premiazione del concorso dedicato al tema dei **Confini liquidi e premiazione delle opere realizzate durante i laboratori artistici. Musica blues, jazz e fusion con il Trio S’paz (Diego Zotti al piano, Edy Supp batteria e PCK sax)
A conclusione di ogni appuntamento, visita guidata alla mostra e brindisi con i vini pregiati di Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina)
GLI ARTISTI
TESTI BIOGRAFICO CRITICI
di Marianna Accerboni
Paolo Cervi Kervischer
Abita sulle rive di Trieste, in uno storico palazzo progettato nel 1906 da Max Fabiani: su un piano l’abitazione e sull’altro lo studio, proprio nelle stesse stanze che ospitavano il grande architetto mitteleuropeo, quando da Vienna o San Daniele del Carso veniva in città. Una crisalide creativa, rimasta intatta nel tempo e costellata da oggetti curiosi di ogni genere, a cominciare dalla ricca raccolta di antichi specchi da toilette in argento.
In queste stanze, luogo di scenografico appeal ma nel contempo intimo, Kervischer, protetto dagli oggetti che ama, tra tessuti e ricordi di fascino, espone, come in una sorta di galleria estemporanea, le tappe della sua ininterrotta ricerca, che travalica il figurativo e, attraverso fantasmi dorati, perviene all’essenza e alla coscienza. Concetto approfondito con Emilio Vedova all’Accademia di Venezia: esperienza fondante, che determinò in lui un’importante svolta introspettiva – il grande passaggio -, coerente con il pensiero freudiano proprio della cultura mitteleuropea, cui sente di appartenere. Non per nulla ha preso due volte studio a Vienna, lavorando con i pittori austriaci Maria Lassnig e Arnulf Rainer.
Dai personaggi solitari e silenziosi che varcano la soglia dell’infinito, provenienti da un universo calibrato sui toni del grigio e del nero, ai grandi volti brechtiani di slancio espressionista, Kervischer conduce una riflessione legata al mondo mitteleuropeo e alla sperimentazione delle avanguardie internazionali, in cui il sapore della vita appare solare ma è anche dolceamaro e in certi casi drammatico, nel senso più classico del drama. Colto, profondo, complesso, curioso ed esplosivo, opera con mostre personali, installazioni e performance in Italia e all’estero, soprattutto in area mitteleuropea. Parte integrante della sua anima e della sua creatività, accanto a incisione, fotografia e video, è la musica, cui si dedica suonando il sax. Ha ideato la prima tazzina della illy Art Collection.
Claudio Mario Feruglio
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, in più di cinquant’anni ha tenuto mostre personali in musei, gallerie private e prestigiose istituzioni pubbliche in tutto il mondo. Tra queste, la Biennale di Venezia, il Museo Villa Merkel a Esslingen in Germania, il Museo Archeologico nazionale di Firenze, il Museo FAD di Barcellona, la Sala Rosa dell’Università degli Studi di Siena, il Museo Diocesano e le Gallerie del Tiepolo a Udine.
I suoi dipinti, realizzati secondo una tecnica ineccepibile, intrisi di sensibilità e di intensi contrappunti luministici, affascinanti ma non estetizzanti, sono ispirati alla poetica del silenzio e inducono all’ascolto interiore. La sua ricerca di trascendenza è, fin dagli esordi, tema fondante della propria opera: un’arte sospesa tra rigore, lirismo e percezione dell’infinito, con un battito d’ali che tocca e coinvolge il sentire collettivo. Avvalendosi di un cromatismo intenso, impreziosito da molteplici velature e simbiotico in relazione alle predilezioni espressioniste, Feruglio costruisce con abile tocco un ponte di luce tra realtà e infinito, tra individuo e universo, con intuizioni poeticamente e intellettualmente elevate, che addolciscono la vitalità graffiante propria dell’espressionismo secondo una vena neoromantica molto attuale ed emozionante. La sua arte rappresenta una riflessione di natura intimista, che eleva la sua ricerca pittorica al livello di spazio etico, rendendoci tutti partecipi della sua concentrata introspezione di apertura universale. Inoltre, nelle tele di questo artista colto e molto preparato, affiorano, a ben guardare, anche dei sottili riferimenti ai vedutisti fiamminghi e a quel senso di smarrimento e al pathos che potrebbero essere generati dalla possibilità di un Day after.
Jasna Merkù
Intelletto poliedrico e versatile, si è formata approcciando le diverse discipline artistiche che portano allo studio della forma e del colore: dopo la laurea in grafica editoriale e pubblicitaria all’I.S.I.A. di Urbino, ha frequentato le sezioni scultura e comunicazione visiva dell’Accademia di Belle Arti e Design di Lubiana e, a Trieste, i corsi d’incisione con Marjan Kravos, la Scuola di Figura del Museo Revoltella con Nino Perizi, il laboratorio di ceramica di Ondina Brunetti e il corso di formazione operatori del Gruppo Immagine Trieste con Metta Gilson, legato alle ricerche d’avanguardia di Bruno Munari e Riccardo Dalisi.
Attiva nella progettazione grafica editoriale e pubblicitaria, illustra e impagina libri per bambini, scrive testi per quotidiani, riviste specializzate, radio e TV, presenta mostre e tiene laboratori di arti visive in Italia, Slovenia, Austria, Ungheria, Irlanda, paesi in alcuni dei quali ha anche esposto e dove sue opere sono collocate in collezioni permanenti. Svolge un’intensa attività di sperimentazione artistica personale nell’ambito della grafica, della scultura e della pittura, che la conduce alla creazione di raffinate carte a mano con interventi polimaterici di natura organica, scegliendo di volta in volta temi diversi. Tra i materiali prediletti, elementi di origine vegetale, piume d’uccello, filati e retine dalla valenza simbolica che rimandano al suo mondo interiore. Il quadrato è la forma più ricorrente e, con le opere che ama esporre a gruppi, costruisce interventi a parete e nello spazio.
Con la sua arte fortemente materica Jasna contempla un universo ideale in cui sogno e realtà, bellezza e natura si fondono dialogando in armonica corrispondenza con un supporto che fa intimamente parte del progetto artistico di questa pittrice e fine intellettuale che, con il fratello Andro, discende da un padre, Pavle, elegante e raffinato interprete e compositore di musica contemporanea. Un’armonica eredità artistica e intellettuale, che ha sicuramente influenzato la creatività libera e senza confini di un’artista che coniuga la vivace e sapiente manualità con una finezza interiore che si esprime nelle raffinate carte intensamente materiche e senza tempo di Jasna. In cui intensi bagliori atmosferici s’intrecciano a poetiche riflessioni e meditazioni astratte e informali, successive anche a prove scultoree di grande virtuosismo legato al realismo, che pochi forse conoscono come i bellissimi busti femminili e maschili degli anni Novanta modellati nell’argilla e poi tradotti in gesso anche con interventi a mano.
Zoran Music
Unico artista a esporre in vita con una personale al Musée d’Art Moderne di Parigi, è uno dei grandi maestri del ‘900. Dopo l’Accademia di Zagabria, in Spagna rimane profondamente affascinato da Goya. Dopo Dachau, si trasferirà a Venezia. Nel 1951 vince il Premio Parigi, in seguito al quale espone con successo alla Galerie de France e si trasferisce nella capitale francese.
In mostra sono presenti 15 opere, in prevalenza oli, realizzati dal pittore tra il 1953 e il 1984: lavori molto importanti, rari e raffinati come per esempio gli Atelier degli anni ’83 e ‘84, nei quali si raffigura con la moglie Ida, figlia del pittore veneziano Guido Cadorin, di cui esiste solo una decina di esemplari; gli altri dipinti testimoniano gli anni della rinascita e della riacquisita serenità, quando Music, reduce da Dachau, ritorna alla vita e a Venezia, “che è tutto per me”, come affermava l’artista. Non sono i grigi umbratili e scuri della senescenza, ma la luce ritrovata dopo il periodo buio del campo di concentramento. Gli ritornano in mente gli amati motivi e le atmosfere dalmate, gli asinelli, i cavallini, i traghetti, le reti da pesca, ora stilizzati e non più figurati, che aveva visto a Curzola prima della guerra, espressi attraverso variegate allitterazioni cromatiche e tonali, trasfuse poi nella morbidezza del paesaggio senese.
Tra tutti, emergono alcune chicche: come uno dei venti manifesti dipinti ad acquerello da Music per la sua personale del ’53 alla Galleria L’obelisco di Roma, una delle più prestigiose in Italia, che aveva lavorato con il pittore già dagli anni ’49 - ’50. Diretta da Livio Caputo e Irene Brin, aveva “traghettato” negli Stati Uniti, i più prestigiosi artisti italiani, tra cui appunto Music.
Molto interessanti e mai esposti assieme, sono poi i tre disegni dedicati a Gorizia, realizzati nel 1945 al suo ritorno dalla prigionia, quando, stabilitosi a Lubiana, era stato poi costretto a rifugiarsi nel capoluogo isontino dai Vendramin, parenti della madre.
Luigi Spacal
Figlio di una lavandaia e di un tagliapietra, orfano di padre a quattro anni, con talento e tenacia Spacal ha seguito un percorso in salita, dal lavoro a undici anni_,_ a disegnatore in un cantiere navale triestino; al Liceo artistico di Venezia, all’Istituto per l’Arte Decorativa a Monza, all’Accademia di Brera a Milano sotto la guida di Pio Semeghini e degli architetti Giuseppe Pagano e Agnoldomenico Pica.
Rigoroso poeta dell’essenziale, ha raggiunto nel corso del tempo un linguaggio icastico, connotato da un segno personale e avvincente e da accostamenti cromatici raffinati e illimitati, che sotto l’apparente semplicità celano un velo di lirismo e un intuito surreale. Non per nulla, attivo nell’arte dell’arazzo e incisore dal poliedrico virtuosismo tecnico, partecipò più volte alle Quadriennali romane e alla Biennale di Venezia, dove nel ’54 e ’58 ottenne il primo premio per la grafica.
Il suo elegante simbolismo è divenuto, senza dimenticare altre tematiche, immagine e memoria del paesaggio urbano e naturale, intesi in senso contemporaneo, del lavoro e del mare.
In mostra sono esposte alcune fasi fondamentali - dal 1953 al 1970 - della sua ricerca, apprezzata anche a livello internazionale: da Supermarket (1953/’65), sperimentazione materica basata sull’incidenza della luce e sul significato delle ombre intese in senso geometrico, coeva al pensiero plastico di Getulio Alviani e di altri sul valore della forma pura; al problema mai sopito dell’inquinamento, espresso nel ’55 in una particolare tecnica mista intitolata La città nera.
Nello stesso anno Spacal ideò anche una poetica rappresentazione geometrica delle saline, concentrata in mostra in alcune grafiche e in una tempera, in cui si avverte pure il sapore del mare. Per chiudere nel ’70 con un intrigante bassorilievo, Bidonville di notte, e con Lo steccato. Momento poetico, opera che segnò il passaggio fondamentale tra la figurazione e l’approccio all’astrazione.
Carlo Vidoni
Fin da giovane manifesta forte inclinazione per l’arte visiva, si diploma in Arte della Grafica e Fotografia all’Istituto Statale d’Arte Giovanni Sello e si laurea in Conservazione dei Beni Culturali, specializzandosi in Storia dell’Arte Contemporanea a Udine.
Fondamentale è la frequentazione dello scultore Luciano Ceschia e del pittore Vittorio Basaglia. Sperimenta nel suo atelier di Tarcento tecniche e materiali innovativi, in particolare resine sintetiche in combinazione con materiali naturali, tra scultura, installazione, fotografia e disegno. Fortemente legato all’uomo e alla relazione con l’ambiente, sviluppa una continua riflessione sul rapporto tra materia-memoria e natura-civiltà.
Espone intensamente in Italia e all’estero, è invitato a partecipare alla rassegna hicetnunc, collabora con la rivista Perimmagine e nel 2007 è tra i vincitori del concorso ManinFesto/Fotografia in Friuli Venezia Giulia al Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin, direttore Francesco Bonami.
Nel 2014 è a Villa Moretti di Tarcento con Origini e destinazioni, retrospettiva molto ampia e rappresentativa: 100 installazioni, sculture, foto e disegni ne testimoniano il profondo legame con il territorio. Partecipa a Tracce di esistenza con l’Associazione Venti d’Arte in importanti spazi museali regionali ed esteri, più volte a Bruxelles, con lavori sul rapporto tra uomo ed ecosistema e materiali e linguaggi visivi diversificati. Espone su invito all’Ex essicatoio Bozzoli di S. Vito al Tagliamento, Destiny/Destination, installazione su migrazione, identità e mobilità umana.
Ha collaborato con gallerie di prestigio, tra cui dieci.due! di Milano, L’Église e Spazio Ferramenta Off di Torino, Immaginaria di Firenze, Vanna Casati di Bergamo, e con Emuse editore.
Continua a evolversi grazie a un’attenta osservazione del presente e del dialogo costante tra dimensione intima e collettiva dell’esistenza.
Toni Zanussi
Rimasto precocemente orfano dei genitori, si imbarcò giovanissimo su navi da crociera, formandosi sotto il profilo artistico nel corso dei suoi viaggi. Autodidatta, è stato molto apprezzato dal grande critico Gillo Dorfles che, nel suo libro Gli artisti che ho incontrato (Feltrinelli editore_),_ lo definì Pittore della cosmogonia e della contaminazione tra materia e realtà sociale, artista del recupero degli sprechi e poeta. Da oltre quarant’anni le sue opere sono raccontate da molti scrittori e intellettuali ed esposte in giro per il mondo, da Venezia a Parigi, dove raccolgono successi sempre crescenti.
Armoniosa sintesi tra sperimentazione estetica e concettuale ininterrotta, raffinata ricerca cromatica, accesa ma nel contempo sobria, intensi contrappunti di luce e forte volontà di esprimere il proprio impegno civile, l’arte poetica di Zanussi veicola un messaggio di pace, quale mezzo espressivo universale per combattere chiusure ideologiche e ingiustizie sociali: un ricco immaginario, stilato secondo una cifra molto personale, equilibrata e sottilmente dinamica, che genera una pittura astrale, sgorgata dal cuore di un artista buono, intenso e riservato, dal gesto pittorico incantato.
I suoi lavori ci parlano dell’esistenza reale, trascendendone il significato e idealizzandola attraverso simbolismi iconici e di speranza e collocandosi nell’ambito di quel filone espressivo orientato a un’interpretazione della realtà arricchita da suggestioni oniriche, fantastiche, poetiche, metafisiche e surreali, che ha caratterizzato, in nome della libertà, buona parte dell’arte e persino dell’architettura del Novecento e contemporanea, a partire da Mirò per arrivare alle forme organiche dell’architetto statunitense Frank Gehry.
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Domenica 29 giugno laboratorio di disegno per la scultura con lo scultore e fotografo Carlo Vidoni al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste
Domenica 29 giugno Laboratorio di disegno per la scultura con lo scultore e fotografo Carlo Vidoni.
Venerdì 11 luglio Laboratorio di pittura a pastello secco con il pittore Claudio Mario Feruglio.
A conclusione di ogni laboratorio, seguiranno una visita guidata alla mostra condotta dalla curatrice e una degustazione dei vini pregiati dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).
Domenica 13 luglio alle ore 18.30, nell’ambito del finissage della mostra, avranno luogo la premiazione del concorso dedicato al tema dei Confini liquidi e la premiazione delle opere realizzate durante i laboratori artistici. Seguiranno un intervento di musica blues, jazz e fusion con il Trio S’paz (Diego Zotti al piano, Edy Supp batteria e PCK sax) e una degustazione dei vini pregiati dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).
Dopo il successo del laboratorio con Jasna Merkù e Paolo Cervi Kervischer, proseguono al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste i laboratori di pittura e disegno per adulti e bambini. Istituiti un concorso e un premio ispirati al tema dei confini liquidi e della pace. Si prosegue domenica 29 giugno con il laboratorio di disegno per la scultura diretto dallo scultore e fotografo Carlo Vidoni.
Nell’ambito della mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace, visitabile alla Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste fino al 13 luglio 2025, prosegue il ciclo di laboratori gratuiti di pittura e disegno per adulti e bambini, tenuti dagli artisti partecipanti, ispirati al tema dei confini liquidi e della pace e curati da Marianna Accerboni. Sono inoltre istituiti un concorso aperto ad adulti e bambini e un premio di pittura in tema.
(info e prenotazioni: +39 335 6750946 / marianna.accerboni@gmail.com).
Si prosegue domenica 29 giugno con il laboratorio di disegno per la scultura condotto dalle 16 alle 19 dallo scultore e fotografo Carlo Vidoni.
Fin da giovane – scrive Accerboni – Carlo Vidoni manifesta forte inclinazione per l’arte visiva, si diploma in Arte della Grafica e Fotografia all’Istituto Statale d’Arte Giovanni Sello e si laurea in Conservazione dei Beni Culturali, specializzandosi in Storia dell’Arte Contemporanea a Udine.* Fondamentale è la frequentazione dello scultore Luciano Ceschia e del pittore Vittorio Basaglia. Sperimenta nel suo atelier di Tarcento tecniche e materiali innovativi, in particolare resine sintetiche in combinazione con materiali naturali, tra scultura, installazione, fotografia e disegno. Fortemente legato all’uomo e alla relazione con l’ambiente, sviluppa una continua riflessione sul rapporto tra materia-memoria e natura-civiltà.*
Espone intensamente in Italia e all’estero, è invitato a partecipare alla rassegna hicetnunc, collabora con la rivista Perimmagine e nel 2007 è tra i vincitori del concorso ManinFesto/Fotografia in Friuli Venezia Giulia al Centro d’Arte Contemporanea di Villa Manin, direttore Francesco Bonami.
Nel 2014 è a Villa Moretti di Tarcento con Origini e destinazioni, retrospettiva molto ampia e rappresentativa: 100 installazioni, sculture, foto e disegni ne testimoniano il profondo legame con il territorio. Partecipa a Tracce di esistenza con l’Associazione Venti d’Arte in importanti spazi museali regionali ed esteri, più volte a Bruxelles, con lavori sul rapporto tra uomo ed ecosistema e materiali e linguaggi visivi diversificati. Espone su invito all’Ex essicatoio Bozzoli di S. Vito al Tagliamento, Destiny/Destination, installazione su migrazione, identità e mobilità umana.
Ha collaborato con gallerie di prestigio, tra cui dieci.due! di Milano, L’Église e Spazio Ferramenta Off di Torino, Immaginaria di Firenze, Vanna Casati di Bergamo, e con Emuse editore. E continua a evolversi grazie a un’attenta osservazione del presente e dal dialogo costante tra dimensione intima e collettiva dell’esistenza.
Inoltre la mostra, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo nell’ambito del programma Go! 2025 & Friends di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, è concepita dalla curatrice Marianna Accerboni come una sorta di laboratorio aperto, nell’ambito del quale è consentito al pubblico di accedere nella sede espositiva per disegnare e dipingere ispirandosi alle opere esposte.
Orari di apertura della mostra: giovedì e venerdì 17 – 20 e sabato, domenica e festivi 11 – 21 (autobus linea 20, fermata Porto Vivo Porto Vecchio - Generali Convention Center) / ingresso libero
La rassegna è un progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di 7 artisti contemporanei del Nord Est, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, un mondo di pace e di condivisione.
Espongono Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Zoran Music, Luigi Spacal, Carlo Vidoni, Toni Zanussi

Sabato 21 giugno al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste terzo evento collaterale: visita guidata con il noto conduttore e giornalista Andro Merkù, speaker di Radio Monte Carlo e poliedrico artista. A seguire musica d'ambiente con Daniele Mastronuzzi (live electronics) e PCK (sax soprano)
Sabato 21 giugno al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste terzo evento collaterale: visita guidata con il noto conduttore e giornalista Andro Merkù, speaker di radio monte Carlo e poliedrico artista. a seguire musica d’ambiente con Daniele Mastronuzzi (live electronics) e pck (sax soprano)
**Nell’ambito della mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e curata da Marianna Accerboni, nella Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, sabato 21 giugno alle 18.30 avrà luogo il terzo degli eventi collaterali della rassegna. Protagonista sarà Andrò Merkù, noto speaker di Radio Monte Carlo e poliedrico artista, che offrirà al pubblico un’originale e inedita interpretazione a più voci – quelle di alcuni dei suoi molteplici personaggi – dell’esposizione. La mostra è **un progetto multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di 7 artisti del Nord Est e dei territori limitrofi, di matrici culturali diverse, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, un mondo di pace e di condivisione. In mostra, oltre un centinaio di lavori, realizzati in buona parte per l’occasione da Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Carlo Vidoni e Toni Zanussi mentre di Zoran Music e Luigi Spacal sono esposti pezzi rari e poco noti, selezionati tra le loro opere più interessanti appartenenti alla prestigiosa collezione di Lia e Maurizio Zanei, una delle più rilevanti ed esaustive raccolte al mondo di dipinti di Music.
Andro Merkù, è noto per la sua versatilità nel panorama radiofonico e televisivo italiano. Imitatore, autore, conduttore e giornalista triestino, ha iniziato la sua carriera nazionale a Radio24, dove per dieci anni ha collaborato al programma La Zanzara, distinguendosi per i suoi celebri scherzi telefonici. Nel 2019 è approdato a Striscia la notizia su Canale 5, dove ha ottenuto riconoscimenti per le sue imitazioni, in particolare quella dell’ex premier Giuseppe Conte. Dal 2020 è parte del team di Bonjour Bonjour, il morning show di Radio Monte Carlo insieme a Monica Sala, Stefano Andreoli e Davide Lippi.
A seguire musica d’ambiente con Daniele Mastronuzzi (live electronics) e PCK (sax soprano), una visita guidata alla mostra OPEN e una degustazione di vini dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).

Sabato 31 maggio al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste primo evento collaterale con la proiezione del video "Un uomo un castello un incontro. Rilke. La poesia è musica" del maestro Silvio Donati

Sabato 31 maggio al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste primo evento collaterale con la proiezione del video “Un uomo un castello un incontro. Rilke. La poesia è musica” del maestro Silvio Donati
Nell’ambito della mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e curata da Marianna Accerboni, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, sabato 31 maggio alle 18.30 avrà luogo il primo degli eventi collaterali della rassegna, che sarà introdotto dalla curatrice con il compositore Silvio Donati: ci sarà infatti la proiezione ufficiale del video Un uomo, un castello, un incontro. Rilke. La poesia è musica (39’, in italiano e tedesco), nato da un’idea e con musiche inedite di Donati e con le voci recitanti degli attori Giuseppe Bevilacqua e Karin Kofler, dedicate a Rainer M. Rilke (Praga, Cechia 1875 – Montreux, Svizzera 1926), alle Elegie duinesi, il suo poema più importante, e ad altri suoi versi.
Le Elegie duinesi furono ideate e inizialmente composte dal grande poeta austriaco di origine boema - considerato il maggior autore di liriche in lingua tedesca dell’età moderna - proprio durante uno dei suoi soggiorni al Castello di Duino, da cui trasse ispirazione, ospite dall’ottobre 1911 a maggio 1912 della principessa Marie di Torre e Tasso Hohenlohe, cui dedicò la maggior parte delle Elegie. Pittrice, grande amica e sostenitrice del poeta, la nobildonna tradusse le Elegie e per leggerne le ultime, concluse da Rilke dieci anni dopo, si recò fino al castello di Muzot, a Sierre, nel Cantone vallese in Svizzera, dove lui si era trasferito dal 1921 al 1926.
La Fondazione Rainer Maria Rilke, ente benefico fondato nel 1987 nel Comune di Sierre (Svizzera) con il fine di aumentare la consapevolezza di Rilke e del suo lavoro attraverso varie iniziative culturali e di promuovere gli scambi culturali tra le comunità linguistiche in tutte le forme, ha scritto nella persona di Sara In-Albon, al M° Silvio Donati:
“Ho visionato il DVD e sono stata profondamente colpita dalla sua composizione musicale. È riuscito a catturare con grande sensibilità l’equilibrio tra malinconia e bellezza, sentimenti spesso evocati nell’opera di Rilke. Le immagini del Castello e del suo parco rafforzano magnificamente questo legame con i momenti vissuti da Rilke in quei luoghi. Le voci scelte per la lettura delle Elegie raggiungono una dimensione emotiva che mi ha colpito molto. Le Elegie sono così belle recitate in italiano…”.
Il video è perfettamente in linea con il tema della mostra, progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di 7 artisti contemporanei del Nord Est - Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Zoran Music, Luigi Spacal, Carlo Vidoni, Toni Zanussi -, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, di cui fa parte, un mondo di pace e di condivisione.
Il Castello
Eretto nel quattordicesimo secolo sulle rovine di un avamposto di guardia romano del periodo di Diocleziano (III d.C.), il castello divenne infatti nel Settecento centro culturale e umanistico, mantenendo tutt’oggi attivissima tale tradizione. Grazie alla liberalità dei principi di Torre e Tasso, ha ospitato nel corso dei secoli grandi personalità di ogni provenienza: da Elisabetta (Sissi) e dall’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e dai Conti di Chambord a Johann Strauss, Franz Liszt, Hugo von Hofmannsthal, Gabriele d’Annunzio, Paul Valery, Mark Twain, Eugène Ionesco e Karl Popper. E, in particolare durante l’ultima guerra mondiale, ospitò le truppe alleate. Tutt’ora, data la sua posizione strategica, è considerato luogo privilegiato e simbolico d’incontro tra la cultura mitteleuropea e quella italiana.
Rilke, le Elegie e il Castello
Del Castello di Duino Rilke scrisse nella settima elegia “Essere qui è magnifico” e poi a un amico: è “un castello immensamente arroccato sul mare, che come un promontorio di esistenza umana guarda con alcune finestre su una distesa marina smisuratamente aperta, direttamente sul Tutto, verrebbe da dire”.
Uno splendido sentiero, che porta al maniero e guarda il mare dalle rocce, è stato intitolato a Rilke perchè il poeta affermò che, mentre passeggiava lungo le falesie a picco sull’Adriatico nei pressi del Castello, udì una voce rivolta a lui pronunciare in modo chiaro i versi iniziali della prima Elegia: “Chi, se pur gridassi, mi udrebbe dalle schiere degli angeli?”, che si affrettò a trascrivere nel suo taccuino. Nei giorni seguenti compose le bozze delle due prime Elegie (di una serie di dieci) nonché frammenti e passaggi che sarebbero stati aggiunti in seguito.
Il video, che riporta in copertina un’opera dedicata dal pittore triestino Bruno Chersicla a Rilke e alle Elegie, quale omaggio a Donati, intende seguire i passi del poeta in un lembo di terra tra le scintillanti onde dell’Adriatico, visibili anche dalle finestre del maniero a picco sul mare, e tra gli alberi e i cespugli della landa carsica sferzata dalla Bora. E saranno proprio le raffiche del vento a suggerirgli i versi, a farlo vibrare di emozioni, che poi saprà tradurre in riflessioni profonde tanto da giungere a una personalissima interpretazione della vita e dell’uomo. Alle Elegie duinesi e non solo, si è ispirato il compositore Silvio Donati per le musiche originali e gli arrangiamenti che costituiscono la colonna sonora del video. Gli strumenti musicali, le voci degli attori e le immagini ci conducono in un’evocazione quasi onirica, in cui il tempo è ancora inebriato dalla luce antica e da un suono eterno.
Musiche originali e arrangiamenti di Silvio Donati eseguite dall’autore al pianoforte e sintetizzatori / Simona Slokar violoncello / Edit Milibák violino / Marco Bardi oboe / Claudio Verh fagotto / Aleksi Jercog fisarmonica
Riprese video e montaggio: Giovanni D’Alessio ed Enzo Iannacone
Presentazione e drammaturgia: Patrizia Valli
Silvio Donati, triestino, figlio d’arte, compositore e pianista, ha alle spalle un’importante carriera concertistica e compositiva, che lo ha portato ripetutamente all’estero. Diplomatosi al Conservatorio G. Tartini di Trieste, dopo vari stages internazionali, tra cui la specializzazione in musica elettronica e vari concerti a Bayreuth, inizia una carriera concertistica e compositiva che lo condurrà in numerosi stati europei e nel Nord America e per la quale sarà più volte premiato.
Numerose e di pregio sono le sue partecipazioni con accompagnamento a film muti come Little American di C. De Mille, alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone e al film muto Limite del brasiliano Mario Peixoto al Festival Internazionale del Cinema Latino Americano, della giuria del quale fa parte fin dagli esordi per l’attribuzione del premio per la migliore colonna sonora. Per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia compone e arrangia le musiche di Haydn, Prokofiev e Galluppi per le Marionette di Podrecca. Collabora con il Festival Ingeborg Bachmann di Klagenfurt con uno Special commissionatogli dalla ORF Television channel. Per il Centro Servizi e Spettacoli di Udine realizza la colonna sonora del lavoro teatrale La luce nelle tenebre, che debutta al Mittelfest di Cividale del Friuli e da cui è tratto un CD omonimo, e The Fever di Fallace Shawn, in scena anche a Roma. Alterna l’attività di concertista come solista e con varie formazioni orchestrali e di compositore con diverse pubblicazioni discografiche, tra cui Musica in scena, L’antico incontra il moderno, Impression. Attualmente si dedica alla composizione di musiche per il teatro in Italia e all’estero.
Per quanto riguarda l’attività di sperimentazione, perseguita fin dagli anni giovanili, fa rivivere la musica classica nel presente attraverso l’uso nelle sue composizioni di strumenti elettronici o impiega viceversa gli strumenti del passato per interpretare i ritmi del nostro tempo secondo il concetto L’antico incontra il moderno.
Per la sua attività il Comune di Trieste lo ha insignito del Sigillo Trecentesco della città.
Molto noto per le colonne sonore di film e documentari, nel 2017 ha composto le musiche per il film I dimenticati della Transiberiana, prodotto dalla Prelude Media di Parigi per la regia della francese Christiane Rosato, che le ha definite “l’anima del film”, il quale scopre la grande epopea dei trecento friulani che all’inizio del secolo scorso parteciparono alla costruzione della linea ferroviaria che attraversa la Russia da Ovest a Est.
Seguirà una visita guidata alla mostra OPEN e una degustazione di vini dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).

Venerdì 27 giugno laboratorio di pittura emozionale con il pittore Toni Zanussi al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste
Venerdì 27 giugno Laboratorio di pittura emozionale con il pittore Toni Zanussi. Domenica 29 giugno Laboratorio di disegno per la scultura con lo scultore e fotografo Carlo Vidoni. Venerdì 11 luglio Laboratorio di pittura a pastello secco con il pittore Claudio Mario Feruglio.
A conclusione di ogni laboratorio, seguiranno una visita guidata alla mostra condotta dalla curatrice e una degustazione dei vini pregiati dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).
Domenica 13 luglio alle ore 18.30, nell’ambito del finissage della mostra, avranno luogo la premiazione del concorso dedicato al tema dei **Confini liquidi e la premiazione delle opere realizzate durante i laboratori artistici. Seguiranno un intervento di musica blues, jazz e fusion con il Trio S’paz (Diego Zotti al piano, Edy Supp batteria e PCK sax) e una degustazione dei vini pregiati dell’**Azienda Agricola Zidarich** (Prepotto, Duino Aurisina).
Dopo il successo dei laboratori con Jasna Merkù e Paolo Cervi Kervischer proseguono al Magazzino 26 del porto vecchio di Trieste i laboratori di pittura e disegno per adulti e bambini. istituiti un concorso e un premio ispirati al tema dei confini liquidi e della pace. si prosegue venerdì 27 giugno con il laboratorio di pittura emozionale diretto dal pittore Toni Zanussi.
Nell’ambito della mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace, visitabile alla Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste fino al 13 luglio 2025, prosegue il ciclo di laboratori gratuiti di pittura e disegno per adulti e bambini, tenuti dagli artisti partecipanti, ispirati al tema dei confini liquidi e della pace e curati da Marianna Accerboni. Sono inoltre istituiti un concorso aperto ad adulti e bambini e un premio di pittura in tema.
(info e prenotazioni: +39 335 6750946 / marianna.accerboni@gmail.com).
Si prosegue venerdì 27 giugno dalle 16 alle 19 con il laboratorio di pittura emozionale condotto dal pittore Toni Zanussi.
Rimasto precocemente orfano dei genitori - scrive Accerboni -, si imbarcò giovanissimo su navi da crociera, formandosi sotto il profilo artistico nel corso dei suoi viaggi. Autodidatta, è stato molto apprezzato dal grande critico Gillo Dorfles, che lo definì Pittore della cosmogonia e della contaminazione tra materia e realtà sociale, artista del recupero degli sprechi e poeta. Da oltre quarant’anni le sue opere sono raccontate da molti scrittori e intellettuali ed esposte in giro per il mondo, da Venezia a Parigi, dove raccolgono successi sempre crescenti.
Armoniosa sintesi tra sperimentazione estetica e concettuale ininterrotta, raffinata ricerca cromatica, accesa ma nel contempo sobria, e forte volontà di esprimere il proprio impegno civile, - scrive Accerboni - l’arte poetica di Zanussi veicola un messaggio di pace, quale mezzo espressivo universale per combattere chiusure ideologiche e ingiustizie sociali: un ricco immaginario, stilato secondo una cifra molto personale, equilibrata e sottilmente dinamica, che genera una pittura astrale, sgorgata dal cuore di un artista buono, intenso e riservato, dal gesto pittorico incantato.
*I suoi lavori ci parlano del reale, trascendendone il significato e idealizzandolo attraverso simbolismi iconici e di speranza e collocandosi nell’ambito di quel filone espressivo orientato a un’interpretazione *della realtà arricchita da suggestioni oniriche, fantastiche, metafisiche e surreali, che ha caratterizzato, in nome della libertà, buona parte dell’arte e persino dell’architettura del Novecento e contemporanea, a partire da Mirò per arrivare alle forme organiche dell’architetto statunitense Frank Gehry.
Inoltre la mostra, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo nell’ambito del programma Go! 2025 & Friends di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, è concepita dalla curatrice Marianna Accerboni come una sorta di laboratorio aperto, nell’ambito del quale è consentito al pubblico di accedere nella sede espositiva per disegnare e dipingere ispirandosi alle opere esposte.
Orari di apertura della mostra: giovedì e venerdì 17 – 20 e sabato, domenica e festivi 11 – 21 (autobus linea 20, fermata Porto Vivo Porto Vecchio - Generali Convention Center) / ingresso libero
La rassegna è un progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di 7 artisti contemporanei del Nord Est, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, un mondo di pace e di condivisione.
Espongono Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Zoran Music, Luigi Spacal, Carlo Vidoni, Toni Zanussi
A conclusione del laboratorio, seguiranno una visita guidata alla mostra condotta dalla curatrice e una degustazione dei vini pregiati dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).

Venerdì 4 luglio al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste quarto evento collaterale: presentazione, con la partecipazione dell'autore, di "È notte sul confine", ultimo libro dello scrittore e giornalista Pietro Spirito
**Nell’ambito della mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e curata da Marianna Accerboni, nella Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, venerdì 4 luglio alle 18.30 avrà luogo il quarto evento collaterale della rassegna: protagonista Pietro Spirito, scrittore e giornalista di fama, che presenterà con la curatrice il suo ultimo libro intitolato È notte sul confine (Guanda). Tema perfettamente in linea con il filo conduttore della mostra OPEN, progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di sette artisti contemporanei del Nord Est e dei territori limitrofi, di matrici culturali diverse - Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Zoran Music, Luigi Spacal, Carlo Vidoni, Toni Zanussi -, affronta il tema del confine, suggerendo, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, di cui fa parte, il suo superamento in un mondo di pace e di condivisione.
È quindi particolarmente interessante nel contesto della mostra questo amarcord che l’autore ambienta a Trieste, uno dei luoghi dell’anima di Spirito.
Qui il giornalista Ettore Salassi, ex repubblichino, collabora con i servizi segreti (SID), raccogliendo informazioni su gruppi e persone legati all’estremismo di destra e di sinistra. Spirito segue il protagonista fra articoli di routine e piccole inchieste quotidiane ma coinvolto in un caso che avrebbe voluto evitare: alla vigilia del golpe borghese, un giovane militare di stanza in una caserma del Carso viene trovato morto. Fantasmi del passato e del presente pressano allora Salassi mentre l’amore per Maja, una bella e misteriosa slovena dagli occhi di ghiaccio, lo condurrà in un pericoloso e buio labirinto.
Pietro Spirito (Caserta, 1961) vive a lavora a Trieste. Scrittore, saggista, documentarista, autore di testi per il teatro, è stato giornalista alle pagine culturali del quotidiano Il Piccolo di Trieste. Collabora con la Rai al magazine settimanale radiofonico Nel nostro tempo. Fra i suoi ultimi libri, Il suo nome quel giorno (Marsilio, 2018), I custodi degli abissi (Ediciclo, 2019), Gente di Trieste (Laterza, 2021), Storie sotto il mare (Laterza, 2023, Premio Marincovich). Nel 2025 per Guanda è uscito il romanzo E’ notte sul confine. Tra gli altri romanzi ha pubblicato Le indemoniate di Verzegnis (Guanda, 2000), Speravamo di più (Guanda, 2003, finalista al Premio Strega), Un corpo sul fondo (Guanda, 2007), L’antenato sotto il mare (Guanda, 2010). Fra gli altri i saggi e reportage Squali! (Greco& Greco, 2012), Nel Fiume della notte (Ediciclo, 2015), I custodi degli abissi (Ediciclo, 2019).
Assieme a Luigi Zannini ha realizzato i documentari La frontiera sommersa (2015), I segreti del golfo (2016), Trincee del mare (2018), Mare antico (2019), tutti prodotti dalla sede Rai del Friuli Venezia Giulia. È autore del docufilm Operazione Atlantide, per la regia di Diego Cenetiempo (A_Lab, Italia, 2020).
Seguirà una visita guidata alla mostra OPEN e una degustazione di vini dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).

Venerdì 6 giugno al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste secondo evento collaterale: incontro con lo scrittore Diego Marani sul tema "Com'è cambiata oggi la percezione del confine?"

Venerdì 6 giugno al Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste secondo evento collaterale: incontro con lo scrittore Diego Marani sul tema “Com’è cambiata oggi la percezione del confine?
**Nell’ambito della mostra OPEN. Confini di luce per un mondo di pace, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e curata da Marianna Accerboni, nella Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, venerdì 6 giugno alle 19.00 avrà luogo il secondo degli eventi collaterali della rassegna, protagonista Diego Marani, scrittore e glottoteta di fama internazionale, che dialogherà con la curatrice sul tema molto attuale di Com’è cambiata oggi la percezione del confine? Argomento perfettamente in linea con il filo conduttore della mostra OPEN, progetto espositivo multimediale di arte visiva e musica che, attraverso la multiforme creatività di sette artisti contemporanei del Nord Est - Paolo Cervi Kervischer, Claudio Mario Feruglio, Jasna Merkù, Zoran Music, Luigi Spacal, Carlo Vidoni, Toni Zanussi -, suggerisce, nello spirito e nel contesto borderless di GO! 2025 – Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della cultura, di cui fa parte, un mondo di pace e di condivisione.
Siamo abituati a pensare al confine come ad una linea, una barriera che segna la fine di una cosa e l’inizio di un’altra – precisa Marani. - Ma in latino confine si dice limes e il limes era il viottolo che costeggiava i campi. Non divideva, accompagnava. Il confine non è dunque una cesura ma un luogo vero e proprio. Del resto in inglese si parla di borderland, un sostantivo che dà al confine un’estensione.
Gli artisti di questa mostra esplorano la terra di mezzo del confine e la usano anche per misurare un loro confine artistico. Forse inconsapevolmente praticando l’antica religione romana devota al dio Terminus, celebrato l’ultimo giorno dell’anno, protettore dei confini non solo geografici ma anche morali ed etici. C’è in queste opere come in ogni confine, la certezza della provvisorietà. Come il confine non è mai definito per sempre ma cambia e cambia chi vi si affaccia, così l’arte non cessa di spostare i propri confini al punto da avere come unico vero confine la ricerca. Il confine ha un potere inaudito e spesso credendo di dividere noi dagli altri per impedire ogni commistione, finisce per far esistere un altro ancora, un terzo identitario che ha bisogno degli altri due per esistere. Queste opere - conclude lo scrittore - praticano esattamente questo artificio e si proiettano al di là di quello che esprimono, nella diversità degli stili e delle tecniche in un ammiccamento all’altrove che, ci si rende conto, scaturisce dal loro accostamento, dall’essere sapientemente riuniti in questa mostra.
Diego Marani (Tresigallo, Ferrara, 1959), dopo aver frequentato il Liceo Ginnasio Ariosto di Ferrara, nel 1983 si laurea in Interpretazione e traduzione alla Scuola superiore di lingue moderne per traduttori e interpreti di Trieste. Oltre all’inglese e al francese, studia professionalmente olandese e finlandese. Lavora come interprete e traduttore freelance e come giornalista per varie testate locali.
Nel 1985 inizia a lavorare al Consiglio dell’Unione europea (DGT) come traduttore e revisore, posizione che ha mantenuto fino al 2006, quando è entrato a far parte della direzione generale Cultura della Commissione europea e, dal 2010, della direzione generale Interpretazione, occupandosi in particolare della politica del multilinguismo, del sostegno alla traduzione letteraria, dell’apprendimento permanente e dell’apprendimento precoce delle lingue. In questo periodo è stato anche autore di discorsi per Leonard Orban, José Barroso, Antonio Tajani e Androulla Vassiliou. Nel 2014 è stato consigliere del Ministro della Cultura Dario Franceschini durante la Presidenza italiana del Consiglio dell’UE. Dal 2015 lavora per il Servizio europeo per l’azione esterna, primo servizio diplomatico multinazionale, coordinando iniziative di diplomazia culturale.
Il 16 giugno 2020 il Ministro Franceschini lo ha nominato presidente del Centro per il libro e la lettura (CEPELL). Nel luglio 2020 è stato nominato direttore “di chiara fama” dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, carica che ha mantenuto fino al settembre 2023.
È l’inventore della lingua artificiale chiamata Europanto, costituita da un insieme di tutte le lingue d’Europa, in cui l’autore interpreta tale esperimento come una provocazione mossa ai puristi delle lingue, contro l’integralismo linguistico di chi predica la purezza delle lingue. In tale idioma totalmente inventato ha tenuto una rubrica fissa su giornali svizzeri e belgi a partire dal 1990. Attraverso il gioco intellettuale dell’Europanto, Marani invita a imparare le lingue sapendo vedere dietro ognuna di esse l’umanità di chi la parla. La lingua è uno strumento identitario ma è anche una porta aperta verso nuovi mondi, che ci aiuta a vedere meglio in noi stessi. In europanto ha pubblicato nel 1999 una raccolta di racconti (Las adventures des inspector Cabillot) e il 15 e 16 marzo 2024 al Teatro dei Fabbri di Trieste è andato in scena Eine posto keine platz, primo spettacolo recitato in europanto, scritto da lui stesso e da Elke Burul.
Ha pubblicato per le maggiori case editrici italiane 24 libri, soprattutto romanzi, per la maggior parte tradotti in 15 lingue, in cui sviluppa e approfondisce la tematica dell’identità e dell’appartenenza, mettendo a frutto la sua esperienza di funzionario europeo. In altre opere affronta invece la tematica delle radici e della memoria.
Alcuni suoi libri presentano un taglio autobiografico: nel 2014 ha pubblicato un libro intitolato Lavorare manca, che intreccia autobiografia e considerazioni generali sullo stato in cui versa il lavoro al giorno d’oggi. Di particolare appeal è La città celeste, un amarcord di grande appeal, in cui rievoca con scrittura agile e brillante il periodo di studi universitari trascorso a Trieste, riuscendo a comporre con grande sensibilità, accanto a momenti di umorismo esilarante, un ritratto molto profondo, attento e informato della città.
Il primo romanzo (in lingua italiana) è Caprice des Dieux, uscito nel 1994. Il romanzo Nuova grammatica finlandese (Bompiani, 2000), rieditato nel 2022, ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour nel 2001 e il Premio Dessì nel 2002, oltre a numerosi riconoscimenti all’estero, tra cui l’European Literature Night Prize e l’Independent Foreign Fiction Prize.
Collabora con il supplemento culturale del Sole 24 Ore, con Il Piccolo di Trieste, La Nuova Ferrara, la rivista online Piazza Enciclopedia Magazine e con il sito web eunews.it.
Opere pubblicate
Caprice des Dieux (romanzo, Il minotauro, 1994) Zanzare (romanzo, Il minotauro, 1995) Las adventures des inspector Cabillot (racconti, Mazarine, 1999) Nuova grammatica finlandese (romanzo, Bompiani, 2000, Premio Grinzane Cavour 2001) L’ultimo dei Vostiachi (romanzo, Bompiani, 2002, Premio Selezione Campiello 2002) A Trieste con Svevo (romanzo, Bompiani, 2003) L’interprete (romanzo, Bompiani, 2004) A Santiago per la Via della Plata (diario di viaggio, Terre di mezzo, 2005) Il compagno di scuola (romanzo, Bompiani 2005, Premio Cavallini 2005) Come ho imparato le lingue (autobiografico, Bompiani, 2005) Enciclopedia tresigallese (romanzo, Bompiani, 2006) Sentieri partigiani in Italia. A piedi su alcuni dei più bei percorsi della Resistenza (Terre di mezzo, 2006) La bicicletta incantata (romanzo, Bompiani, 2007) L’amico delle donne (romanzo, Bompiani, 2008) Germania in bicicletta (collana Prima di partire, Ediciclo, 2010) Seguendo i propri passi (Terre di mezzo, 2010) Il cane di Dio (romanzo, Bompiani, 2012) Il cacciatore di talenti (romanzo, Barbera, 2013) Lavorare manca (romanzo, Bompiani, 2014) Vita di Nullo (romanzo, La Nave di Teseo, 2017) Il ritorno di San Giorgio (romanzo, La nave di Teseo, 2019) La città celeste (romanzo, La nave di Teseo, 2021) L’uomo che voleva essere minoranza (romanzo, La nave di Teseo, 2022) L’ultima falsità (romanzo, La nave di Teseo, 2025)
Seguirà una visita guidata alla mostra OPEN e una degustazione di vini dell’Azienda Agricola Zidarich (Prepotto, Duino Aurisina).